02 settembre 2005

Corviale 2005. Pasolini e la forma della citta'

Il video "La forma della città", realizzato dalla RAI nel 1974 e proiettato ieri sera, ha ricordato ai partecipanti del Forum la capacità di analisi e di anticipare i tempi di Pier Paolo Pasolini."Le sue riflessioni su sviluppo e progresso sono molto vicine al dibattito odierno su crescita e decrescita e molto ci dicono sui fallimenti delle politiche economiche passate" ha sottolineato Alessandro Messina, direttore di Autopromozione sociale, l'ufficio del Comune di Roma che si occupa di sostegno alle piccole imprese."La descrizione dei problemi della città che Pasolini fa in questo documentario è incredibilmente attuale - è stato il contributo di Mirella Di Giovine, direttore del dipartimento periferie del Comune di Roma - Ha anticipato molte delle riflessioni che in urbanistica solo da un decennio sono entrate nelle prassi progettuali. E che la nostra amministrazione ha fatto proprie, ad esempio con gli interventi che realizziamo qui a Corviale, dove animazione sociale, riqualificazione urbana, sviluppo economico e iniziative culturali cercano di integrarsi. Con l'obiettivo, soprattutto, di restituire identita' ai territori, forse la prima necessita' oggi". "Volendo trovare delle criticità, mi domando - ha aggiunto Luciano Cupelloni, ordinario nella facoltà di Architettura dell'Università La Sapienza di Roma - cosa direbbe oggi Pasolini di fronte ad alcuni fattori problematici delle città, quali i tempi di vita e trasformazione sempre più rapidi, che certo non aiutano una progettualità equilibrata, e le dimensioni crescenti".

1 Comments:

At 7:23 PM, Anonymous Anonimo said...

E' molto suggestivo ritrovare Corviale dopo 14 anni, come laboratorio di un'economia diversa.
Ricordo un pullmino che ci portava, giovani volontari, a fare doposcuola ai ragazzini del serpentone. Intorno a noi c'erano sacchi di immondizia, persone esasperate, bambini che non avevano un metro quadro libero dove giocare senza fare lo slalom tra vetri e pericoli.
Non ho molto tempo per rimanere e vivere di più questo spazio, per capire se quello che vedo è maquillage, vero cambiamento o un misto tra i due.
La cosa evidente è che qualcuno, almeno, sembra aver messo piedi, testa e coscienza su questa collina, smettendo di subire l'assurda condanna di un astratto delirio architettonico.

 

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