01 settembre 2006

Come finanziare i beni comuni in Italia e nel mondo

Tasse internazionali, giustizia fiscale globale e ruolo dei movimenti: come si esce dal fallimento del neoliberismo? Oggi la presentazione del rapporto "Perché il mondo ha bisogno delle tasse globali".

Dove finisce la ricchezza prodotta dal sistema neoliberista? Perché il benessere globale non aumenta per tutti? Nel 2003 il Fondo monetario internazionale (FMI) identificava oltre 60 paradisi fiscali o centri offshore, molti dei quali appartenenti o sotto la giurisdizione di Paesi europei. Circa la metà del commercio globale passa da questi territori, che non rappresentano che il 3% del PIL mondiale. Si tratta di risorse che vengono "trafugate" dai normali circuiti economici per garantire profitti a pochi. I ricchi diventano più ricchi e i poveri sempre più poveri. Questo accade nello stesso tempo in cui le multinazionali parlano di responsabilità sociale di impresa, in cui la Banca Mondiale dichiara di lavorare con l'obiettivo della lotta alla povertà, e cosi via. Nonostante ciò le politiche concrete continuano ad essere improntate alla dottrina economica neoliberista, senza cambiamenti di rotta consistenti.

Per Antonio Tricarico, portavoce della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale aderente a Sbilanciamoci!, "si tratta di invertire la rotta e riconoscere che il neoliberismo ha evidentemente fallito i propri obiettivi, perché i problemi sociali ed ambientali appaiono sempre più gravi e di difficile soluzione. In tale contesto – continua Tricarico - le reti di pressione sociale transnazionali assumono perciò un ruolo determinante nel proporre e perseguire un'economia alternativa a quella tradizionale. Tra le diverse possibilità la più interessante è probabilmente quella legata alle tasse globali (che oggi sono state presentate a Bari con il rapporto "Perché il mondo ha bisogno delle tasse globali", scaricabile dal sito http://www.crbm.org), uno strumento pensato per la ridistribuzione e la giustizia internazionale, per la creazione di una nuova governance globale e per far fronte ad alcune delle più impellenti emergenze del pianeta".
Per Tricarico "questi strumenti possono essere intesi anche in un ruolo più ampio, ed in particolare come mezzo per assicurare la tutela, il finanziamento e la rigenerazione dei Beni Pubblici Globali."

Le proposte contenute nel Rapporto "Perché il mondo ha bisogno delle tasse globali"
Prosegue Antonio Tricarico: "Nel dettaglio proponiamo di istituire tasse come la Tobin Tax per contrastare la forte volatilità e instabilità dei mercati monetari; una tassa sul mercato dei titoli azionari ed obbligazionari, anche con un tasso base molto contenuto (dell'ordine dello 0,01%); una tassa sui prodotti derivati, come ad esempio sui future, per bloccare la speculazione su questi titoli; una tassa sugli investimenti diretti esteri che in particolare nel Sud del mondo hanno degli impatti ambientali e sociali fortemente negativi." Tricarico ricorda infine come sia importante "introdurre tasse ambientali sulle emissioni di CO2 e anche sul trasporto aereo, senza dimenticare le tasse sulle transazioni commerciali".