01 settembre 2006

Finanziaria. Gli errori di Padoa-Schioppa per Cgil e Rifondazione

Attuazione del programma, per il sottosegretario Alfonso Gianni va riaperto un tavolo politico all’interno all’Unione. Per il segretario confederale della Cgil Paolo Nerozzi i conti non tornano

Bari, 1 settembre 2006 Dura risposta del sindacato all’ipotesi della Finanziaria in cantiere. Paolo Nerozzi, segretario confederale della Cgil, interviene alla seconda giornata del Forum Sbilanciamoci! e lancia un attacco alla politica economica-finanziaria del ministro Padoa-Schioppa: “Viviamo in questi giorni una strana commedia: ci incontriamo con i ministri e ci propongono un’applicazione del programma, poi andiamo a vedere quello che fa il ministro Padoa-Schioppa e i conti non tornano. Il punto è capire se ci sono in campo ipotesi reali di riforme o se l’idea è quella di un taglio netto alle prestazioni, agli interventi. Ad esempio, i tagli nel settore previdenziale si potrebbero anche accettare se contestualmente si cominciasse a discutere di un aumento delle pensioni minime o di soluzioni per i giovani precari che non hanno un futuro garantito. Lo stesso per la sanità, o per la scuola: è pensabile ridurre le spese e garantire un’istruzione laica e per tutti? Il pubblico impiego è visto come un mostro, ma il pubblico impiego sono le maestre, i professori, gli ispettori del lavoro, i netturbini. Non è solo l’impiegato, il pubblico impiego sono i servizi.”

“La logica del risparmio può reggere solo se è legata a politiche serie di riforme – ha continuato Paolo Nerozzi. Ma dov’è l’ipotesi riformatrice? E come si combacia con il lavoro del Ministero del Tesoro? La politica fiscale è importante, non solo per i risultati strutturali, ma anche per l’elemento di equità che porta con sé, per il suo valore pedagogico: pagare le tasse è un dovere, è un elemento di cittadinanza, di senso dello Stato. Ma da sola non basta. Noi faremo le nostre proposte unitarie, pensiamo che nel programma dell’Unione ci siano ottime proposte, ma il nodo sta tutto nel come sostenerle: lo diciamo in modo pacato, di fronte a una scelta tra la governabilità e le persone ilo sindacato sceglie le seconde”

Gianni: “Necessario ridiscutere la congruità di questa legge Finanziaria”
Ma a Bari, a discutere di politiche per i diritti e la solidarietà, venerdì mattina c’è anche Alfonso Gianni, sottosegretario al ministero per lo Sviluppo Economico. E anche dall’esponente del governo, e di Rifondazione Comunista, giungono parole critiche alle prime ipotesi di programmazione economica ventilate dal ministro dell’Economia: “Sbaglia il ministro Padoa-Schioppa – ha affermato Gianni – quando dice che ci sono solo margini per una rimodulazione tecnica. C’e’ invece bisogno della riapertura urgentissima di un tavolo politico della maggioranza che regge questo governo per discutere la congruità di questa finanziaria con il programma dell’Unione”. E aggiunge: “Occorre che le forze politiche facciano una riflessione, perché è possibile un’altra strada. Non è affatto vero che è obbligatoria la riduzione del debito e che sono necessari dei tagli. E’ una scelta politica”. Più che una scelta, quello descritto da Alfonso Gianni è un bivio: “I casi sono due, ha concluso il sottosegretario Gianni: o si destinano le risorse al ripianamento del debito, e allora siamo nella linea di Padoa-Schioppa, o destiniamo le risorse per rilanciare i consumi popolari e le imprese che fanno produzione anziché speculazione finanziaria. Solo così esiste la possibilità di ripresa sociale ed economica per il nostro Paese”.