Saskia Sassen: "Stop all'erosione dei diritti nel mondo"
Shiva: "Dall'esclusione economica deriva l'esclusione sociale". La giornata dedicata a Angelo Frammartino
La giornata conclusiva del forum di Sbilanciamoci!, dedicata ad Angelo Frammartino, il volontario pacifista recentemente ucciso a Gerusalemme, parla di Mediterraneo, di Asia, di Africa e di America Latina. A portare il loro contributo alla campagna, illustri ospiti provenienti da tutto il mondo.
Sassen: "Riprendiamoci i diritti perduti"
L'economista Saskia Sassen, dell'Università di Chicago, ha definito quello attuale come «un periodo di transizione in cui è necessario ripensare al "fare politico"" Secondo la Sassen, i parlamenti nazionali hanno perso importanza a causa della deregulation e della privatizzazione dell'economia, a vantaggio del potere esecutivo, che però esclude il dibattito pubblico, la riflessione: "è in atto una distorsione fondamentale nel rapporto tra Stato e cittadini. Da dieci anni tengo una lista aggiornata di tutti i piccoli diritti che ogni mese perdo come cittadina americana, una perdita invisibile che abbiamo la possibilità di arginare. Dobbiamo tornare ad essere cittadini e non solo consumatori. Sbilanciamoci! è un'occasione importante in questo senso, un'esperienza locale che ha un valore globale».
Grajew: "Scelte responsabili per fermare il collasso del mondo"
Oded Grajew, presidente dell'Istituto Ethos, tra i fondatori del World Social Forum, conosce le due facce della medaglia. È stato infatti imprenditore, e ora è consulente di Ignacio Lula per la sensibilizzazione alla responsabilità sociale delle imprese. «Sono convinto che il mondo sta andando verso il disastro – esordisce Grajew. Non è catastrofismo, sono dati scientifici a confermarlo, dalla povertà che cresce, alle guerre, alla situazione in Medio Oriente: la nostra missione, e anche quella di Sbilanciamoci! è quella di far conoscere questo scenario a quanti più cittadini possibili". Se per Grajew causa di tutto è il primato del denaro, in questo può stare anche la soluzione: "tutti noi siamo consumatori ed investitori e possiamo fare scelte responsabili per il cambiamento».
Njehu: "Primo: risolvere i conflitti"
L'appuntamento con il World Social Forum per il 2007 è a Nairobi: Njoki Njehu, promotrice del Kenya Social Forum ha anticipato alcune linee guida per la lotta alla povertà nei paesi africani, e non solo: «Il primo punto fondamentale è quello di risolvere i conflitti: non possiamo più permettere che si ripeta un genocidio annunciato come quello del 1994 in Ruanda. Poi bisogna proseguire sulla strada della cooperazione: il governo italiano ha stipulato con quello keniota tre accordi importantissimi sullo sviluppo, sulla cultura e sulla riduzione del debito. Infine, va combattuta una seria battaglia contro l'Aids, una piaga che si può vincere solo se si dà accesso ai farmaci».
Shiva: "Dall'esclusione economica deriva l'esclusione sociale"
Ospite d'eccezione della giornata, l'ecologista sociale indiana Vandana Shiva, fondatrice del movimento Navdanya: «Ho letto sull'Herald Tribune del muro che è stato costruito a Padova: è l'ennesima conseguenza del fatto che costruiamo economie dove non c'è spazio per le persone. È per questo che gli emarginati diventano combustibile per la criminalità". Shiva ha ricordato anche l'esclusione delle donne, le tante bambine che vengono soppresse ogni anno, perché "se non si è adatti al mercato, si scompare. Finché non sarà riconosciuto alle donne un ruolo nel sistema produttivo, non saranno libere". Nel centenario della ribellione di Gandhi, Vandana Shiva fa appello al nostro diritto e dovere di resistere e praticare la disobbedienza civile, "perché la libertà non è il libero mercato". Partendo dalle scelte individuali si promuovono quelle economie che permettono a chi è stato messo ai margini di rientrare nel mercato e di difendere la biodiversità e il clima. "È dal nostro piccolo che possiamo arrivare a un cambiamento di massa».

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